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Torino proprone le "Stanze del buco"

Le chiamano "Shooting Room" o "Stanze del buco", sono camere "chiuse", che consentono ai tossicodipendenti di bucarsi senza stare per strada. A proporle è stato il consiglio comunale di Torino e la proposta ha scatenato pareri discordanti, così come accade quando si parla di altri "luoghi chiusi".

Parere favorevole da parte del Ministro della Salute Livia Turco, che trova la proposta in linea con quanto avviene nel resto d'Europa e soprattutto capace di ridurre il tasso di microcrimine in città, nonchè utile per "non lasciare ai margini le persone che non sono riuscite a uscire dal tunnel della tossicodipendenza. Aumentando la legalità".

Assolutamente contrario il centrodestra. Per Alleanza Nazionale si tratta din un'idea "antiumana e criminale", mentre per la Lega Nord aprire le "narcosale" significherebbe "assistere al suicidio in diretta dei giovani", infine per Forza Italia il progetto è semplicemente "kamikaze".

Andrea Muccioli, responsabile della comunità di San Patrignano, il problema è più complesso, ma anche il suo è un parere negativo. "Ci sono due modi di afrontare il problema della tossicodipendenza: le narcosale e il recupero integrale della persona. Quello proposto a Torino è un modo per convivere alla meno peggio con un dramma che non si vuole affrontare" sostiene Muccioli e aggiunge "cioè ti droghi da parecchio tempo, farti cambiare vita è troppo impegnativo, difficile, costoso, continua pure. Puoi morire, ma basta farlo lentamente, senza dare troppo fastidio e non sotto gli occhi imbarazzati della gente normale"

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