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Tumori e terapia Gerson: morta Jessica, la modella che si curava con frullati e caffè

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di Simone Rausi

Il 70% di tutti i malati di cancro affianca alle cure “tradizionali”, per lo più costituite da chemioterapici, delle cure alternative costituite solitamente da integratori, rimedi omeopatici e regimi alimentari molto severi. Lo fa senza neanche consultare il proprio medico. Alcuni servizi realizzati da noti programmi tv e il moltiplicarsi di informazioni dedicate alla materia su internet, hanno fatto crescere esponenzialmente il numero di pazienti pronti a rifiutare chemio e radioterapia per puntare tutto su “strade alternative”.

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Si tratta naturalmente di una scelta individuale e il libero arbitrio, specie quando si fa i conti con la propria vita, diviene più che fondamentale. Bisogna però ponderare bene la situazione, il singolo caso, non autonomamente ma con il medico stesso. Il proprio dottore deve essere sempre informato su quanto si fa parallelamente alle cure. Un’oncologa ha infatti dichiarato al “The Guardian” che alcune erbe e integratori possono interagire con la chemioterapia e, in alcuni casi, anche ostacolare la guarigione. Un’inchiesta dello Stato di New York, ha scoperto che circa un terzo degli integratori non contiene traccia di quanto promesso.

Oggi sta facendo il giro del mondo la storia di Jessica Ainscough (Jess per gli amici), una modella che alla tenera età di 22 anni ha scoperto di avere un raro sarcoma al braccio sinistro. La possibilità di guarire con un’operazione (l’amputazione del braccio) era del 72% ma Jess si rifiutò e si affidò alla perfusione di una chemioterapia nella circolazione isolata del braccio. La terapia ebbe successo ma l’anno dopo il male si ripresentò. La seconda volta Jess rifiutò anche questo tipo di cura e si affidò alla terapia di Gerson…

La ragazza si curò quindi con frullati di frutta e verdura (uno l’ora) e con 5 clisteri di caffè al giorno. Sposò a pieno la causa, diventò una sorta di ambasciatrice del metodo, tanto che fu definita “wellness warrior” (guerriera del benessere). Purtroppo, la ragazza, è morta qualche giorno fa. Come lei anche la madre, malata di tumore al seno in cura con lo stesso “protocollo”. Per Jess e la madre sono stati anni di lotta e devozione, seguiti da dolore e rassegnata consapevolezza. La storia di Jess non deve essere un monito nello scegliere una cura piuttosto che un'altra ma un caso da tenere a mente nella valutazione. Parlare con i medici, scegliere la cura giusta insieme a loro, può essere fondamentale.

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