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Tutto quello che i genitori fanno solo per il primo figlio

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L’attesa del primo figlio è come vivere l’inverno accanto al camino, coccolata dal fuoco e dalla cioccolata calda, aspettando che fiorisca la primavera. Tutto è nuovo, inaspettato. La stanzetta inizia ad essere invasa da giochi e coperte e l’armadio, ancor prima della nascita, fa già invidia a Carrie Bradshaw.

Poi lui o lei nasce e i genitori si trasformano improvvisamente in cronisti ferrati pronti a documentare tutto il bambino minuto per minuto. E così, anche il primo ruttino merita una call conference su Skype insieme ai parenti dall’Australia! Perché è bello scoprirsi genitori. Ma cosa accade quando, in arrivo, c’è il secondo o il terzo genito? Certo, l’attesa dei figli è sempre motivo di grande gioia, ma siamo sicuri che riceveranno le tante, piccole attenzioni del primo? Ecco cosa fanno i neo-genitori per il primo, fortunato, bambino.

1 - Il diario di bordo. Esistono dei libricini ad hoc dove documentare tutte le prime volte. Sono album dove inserire fotografie, segnare la data dei primi passi, della prima parola, della prima pappa, per non dimenticare. In molti conservano finanche la prima ciocca dei capelli. E per i fratelli? Ops, il parrucchiere si è dimenticato di conservarmeli, pazienza…

2 - Il genio delle parole. Quando il primogenito pronuncia qualcosa di incomprensibile scatta il piano interprete: se ha detto “quaiodsa” sicuramente voleva dire “mamma”. Già parla, il nostro piccolo! Se il secondogenito ad un anno ancora non è in grado di recitare la rubrica telefonica, sarà sempre quello in ritardo.

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3 - L’importanza della musica. Dicono che far ascoltare musica classica ai bimbi ancora in grembo assicuri una marcia in più. Alzi la mano la futura mamma che non ha messo le cuffie al pancione (probabilmente con selfie d’accompagno pubblicato sui social). Siamo sicuri che i prossimi saranno deliziati in stereofonia da Mozart? Qualcosa ci dice che si dovranno accontentare della radio che proviene dalla stanza accanto.

4 - Sconfiggere la noia. Il piccolo piange e si dimena? Coccolarlo o attaccarlo al seno non serve a niente? Magari ha voglia di distrarsi un po’. E allora ecco mamma e papà trasformarsi in intrattenitori e giocolieri, con un’energia che manco avessero dormito 12 ore quella notte. Qualche anno dopo, secondo figlio: piange? “Lì ci sono dei giochini di gomma, mettili nella culla, magari si distrae un po’”.

5 - Vestiti. Non c’è niente da fare: scarpine formato mignon e abitini fanno talmente tanta tenerezza che è impossibile resistere dall’acquistarli. E così, il primogenito si ritrova con un guardaroba che basterebbe a vestirlo fino ai 18 anni, se non fosse che poi, inesorabilmente, cresce! Ma l’esperienza insegna: belli i vestitini, ma quando poi vengono indossati mezza volta e tolti perché il piccolo ci ha vomitato sopra, tutti quei soldi spesi per avere l’ultimo modello di giacca con doppio petto baby pesano un po’. E così, il secondo figlio, non solo sorbirà il peso del riciclo ma verrà trattato con una filosofia da fare invidia alla spending review.

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