Excite

Usa, spopolano gli 'advergames' per pubblicizzare cibi poco sani

Negli Stati Uniti i più piccoli sono diventati obiettivo di un nuovo, a quanto pare pericoloso, strumento di marketing. Si tratta degli 'advergames', giochi online in cui compaiono prodotti da vendere e la maggior parte delle volte si tratta di cibi poco salutari.

Il Journal of Nutrition Education and Behavior ha pubblicato una ricerca che ha lanciato un vero e proprio allarme. I ricercatori dell'università della California hanno analizzato 19 siti di ristoranti, cibi e bevande pubblicizzati da due network televisivi per bambini. La coordinatrice della ricerca, Diana Cassady, ha spiegato: 'Sappiamo che gli spot televisivi che interrompono i programmi per bambini riguardano quasi sempre cibi molto grassi, caramelle, cereali ricchi di zuccheri, ristoranti fast food. Ci siamo accorti che spesso, in questi spot, venivano segnalati i siti delle aziende e ci siamo chiesti se anche questi venissero impiegati per comunicare messaggi relativi al cibo'.

Dopo aver visitato ben 290 pagine web, aver analizzato le tecniche utilizzate per prolungare il tempo passato nel sito, il tipo e la frequenza dei marchi presentati nei siti, il numero e le caratteristiche dei messaggi che riguardavano da vicino dieta e attività fisica e 247 advergames, gli studiosi hanno notato che l'84 per cento dei siti offriva 'advergames' e ognuno di questi presentava almeno un marchio.

Questi giochi online mescolano video, animazioni interattive e pubblicità, e hanno lo scopo di far restare il più possibile sul sito i bambini riuscendo, nel frattempo, a trasmetter loro il marchio. Di contro i ricercatori hanno notato la quasi totale mancanza, in questi siti, di messaggi educativi relativi alla dieta e l'attività fisica.

La coautrice dello studio, Jennifer Culp, ha affermato: 'Ci siamo stupiti della quantità di volte in cui i loghi o addirittura i cibi stessi fossero parte integrante dei giochi: in alcuni casi è il cereale o la caramella che diventa un personaggio della partita, in altri per giocare o per passare a livelli superiori occorre inserire un codice che si trova solo sulle confezioni del prodotto. Messaggi come questi possono insegnare ai bimbi scelte alimentari sbagliate, che poi si porteranno dietro tutta la vita. Per questo crediamo che le aziende alimentari dovrebbero dotarsi volontariamente di una sorta di 'codice etico' nelle pubblicità rivolte ai più piccoli. E se non lo fanno in maniera spontanea, dovrebbero pensarci i governi: non possiamo rischiare ancora di allevare nuove generazioni che saranno candidate a problemi di salute perché insegniamo loro a mangiar male fin dall'infanzia'.

Foto: kinder.com

salute-benessere.excite.it fa parte del Canale Blogo Donna - Excite Network Copyright ©1995 - 2017