Excite

Vena safena: quando fare l'operazione e come recuperare al meglio

La vena safena è una lunghissima vena del corpo umano che va dal piede alla parte superiore del femore. Spesso viene presa particolarmente in considerazione quando si diagnosticano varici e altri problemi alla circolazione, peraltro molto comuni nella popolazione femminile. Gli interventi chirurgici alla vena safena sono sempre più diffusi. Entriamo nel merito.

    Facebook

RICONOSCERE L’INSUFFICIENZA VENOSA

Quando si parla di vene varicose entrano in gioco fattori quali lo stile di vita e la familiarità. La genetica incide infatti per un buon 85% nei casi di insufficienza venosa tant’è vero che spesso anche dei ragazzini possono accusare i primi sintomi fin dall’adolescenza. Lo stile di vita comunque è fondamentale: un’esposizione prolungata al sole, una postura scorretta, le troppe ore passate in posizione eretta, il sovrappeso e lo scarso movimento contribuiscono. I primi sintomi che possono far pensare a un’insufficienza venosa sono il senso di pesantezza alle gambe, i crampi e i formicolii, i bruciori ed eventuale prurito e/o gonfiore nella parte interessata. Oltre a tutti questi fastidi di tipo funzionale se ne possono associare anche altri di tipo estetico come la colorazione bluastra della vena o l’aumento della cellulite.

LA PATOLOGIA E L’INTERVENTO

Le patologie connesse alla vena safena sono la varicosi, la flebite (infezione o irritazione) o nei casi più estremi la tromboflebite. L’intervento chirurgico più comune e la safenectomia ovvero l’esportazione della vena. In termini medici si parla di stripping che potrà essere lungo se l’asportazione della vena sarà totale o corto in caso di asportazione parziale. Si può ricorrere anche a dei microinterventi di flebectomia (con piccole incisioni di circa 1 mm nella parte alta della gamba) o tramite sclerosanti (si iniettano delle sostanze farmacologiche che provocano il collasso della parete capillare con conseguente chiusura e scomparsa). Anche l’anestesia può essere variabile in base all’intervento: locale, spinale, generale. Sarà il medico a suggerire il miglior percorso da intraprendere sulla base del quadro clinico generale del paziente.

CONTROINDICAZIONI E POST OPERATORIO

Nel 70% dei casi l’intervento è risolutorio in modo definitivo. Subito dopo l’intervento, nella zona interessata, si possono avvertire dolori o bruciori che spariscono con il tempo e l’assunzione di antinfiammatori. Basteranno al massimo pochi mesi anche per far sparire eventuale insensibilità della pelle e il colore scuro delle cicatrici nella zona trattata. Dopo l’intervento si effettua un bendaggio complessivo che verrà tolto dopo cira 7-10 giorni insieme ai punti di sutura. Il consiglio è quello di indossare una calza elastica da 70 denari per tre settimane. L’utilizzo dell’automobile è consigliato dopo una settimana così come la doccia da fare solo dopo la rimozione di punti e bendaggio. 30 giorni invece per ricominciare con l’attività sportiva.

salute-benessere.excite.it fa parte del Canale Blogo Donna - Excite Network Copyright ©1995 - 2017