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Vendita online farmaci senza ricetta dal 1 luglio 2015: bollino del Ministero per siti autorizzati

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Via libera anche in Italia, a quattro anni di distanza dal semaforo verde in sede europea con direttiva 62/2011, al commercio online di farmaci non sottoposti all’obbligo di ricetta del medico curante, corrispondenti a circa un terzo del totale della spesa farmaceutica delle famiglie.

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L’ok alla vendita di tali medicinali (tra i quali i più comuni analgesici e antinfiammatori a base di ibuprofene, paracetamolo e diclofenac) in rete è vincolato al controllo preventivo del Ministero della Salute nei confronti dei canali di distribuzione autorizzati, passaggio che si concretizzerà nell’apposizione di un bollino visibile sui siti web in grado di garantire la necessaria affidabilità ai consumatori.

Il decreto legislativo n.17 del 2014, adesso approvato nero su bianco in via definitiva dall’esecutivo, metterà d’ora in poi gli operatori attivi in tale fetta di mercato in condizione di accreditarsi per il commercio di prodotti farmaceutici senza obbligo di prescrizione, aprendo la strada ad una liberalizzazione del settore con importanti prospettive di abbassamento dei prezzi.

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Nel mirino delle istituzioni europee e adesso italiane, una serie di pratiche scorrette già in atto da tempo sul web e denunciate in diverse occasioni dalle organizzazioni dei consumatori: il traffico abusivo di medicine, fuori controllo a causa delle sterminate opportunità di iniziativa offerte da internet, rappresenta ancor oggi un campanello d’allarme per cittadini e autorità.

Migliaia di soggetti privi di qualsiasi autorizzazione commerciano indisturbati in tutto il mondo vari generi di farmaci, esponendo i potenziali clienti di un mercato finora incontrollabile ad enormi rischi aggravati dalla scarsa informazione dei diretti interessati.

Da domani, mercoledì 1 luglio 2015, sarà pertanto possibile assistere al debutto ufficiale dei canali online autorizzati alla vendita dei medicinali che non necessitano della ricetta e il fatturato totale mosso da questa “rivoluzione” secondo addetti ai lavori ammonta ad una cifra vicina ai 2 miliardi di euro.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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