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Verso la sconfitta delle malattie del nostro secolo

Cancro, Aids ed epidemie sconfitte. Potrebbe non essere più solo un sogno, ma una realtà. Secondo quanto riportato da un articolo del quotidiano La Repubblica grazie ai nuovi farmaci, alle nuove tecniche diagnostiche precoci, ai nuovi vaccini, all'utilizzo delle cellule staminali per rigenerare i tessuti, ai nuovi stili di vita, in futuro potrebbero essere debellate gravi malattie.

Secondo Claudio Rugarli, docente di Medicina Interna dell'università Vita Salute San Raffaele, si potrà arrivare a sconfiggere l'infarto. "Coronografie - ha spiegato Rugarli - test avanzati per esaminare lo stato di salute delle coronarie, angioplastica, una metodica che consente di dilatare il restringimento di un vaso sanguigno, l'impiego degli stent, strutture metalliche cilindriche che vengono introdotte nelle arterie, miglioreranno in modo determinante la salute del nostro cuore".

Giorni contati anche per la poliomelite. "Una malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale - ha affermato Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri - che è ancora presente in giro per il mondo. Ma le vaccinazioni si stanno estendendo a un tale livello, che presto in Italia non sarà probabilmente più necessario farla".

Grazie alla diffusione del Pap-test e alla vaccinazione che protegge dall'infezione da HPV, il Papilloma virus umano, si potrà sconfiggere anche il tumore all'utero. Buone notizie anche per quanto riguarda il tumore allo stomaco causato, spesso, da un'alimentazione ricca di grassi, amidi e cibi affumicati o salati. Guarire da questo male sarà possibile grazie a una terapia antibiotica. Si è scoperto, infatti, il ruolo determinante svolto dal batterio l'Helicobacter pylori responsabile anche dell'ulcera gastrica e duodenale.

La mammografia, invece, è lo strumento migliore per prevenire il tumore al seno di cui sono in aumento i casi tra la popolazione, ma è in diminuzione la mortalità. Alle donne sopra i 50 anni è consigliato un controllo ogni anno; alle donne più giovani, invece, è consigliata un'ecografia nel caso in cui compaiano noduli sospetti.

Per quanto riguarda gli uomini, è possibile prevenire il tumore del testicolo con la diagnosi precoce grazie all'autopalpazione e all'ecografia. Mentre il tumore alla prostata può essere prevenuto sottoponendo gli uomini sopra i 60 anni alla misurazione del Psa, l'antigene prostatico specifico, marcatore del tumore alla prostata.

Se si smettesse di fumare sarebbe possibile debellare l'80 per cento dei casi di tumore al polmone, un male che non lascia via di scampo. Si potrebbe poi ridurre a zero la mortalità riuscendo a fare una diagnosi precoce con la Tac spirale quando il tumore del polmone è allo stadio iniziale.

Diagnosi precoce è, ancora una volta, la parola d'ordine per un altro male, il tumore al colon. Grazie a una colonscopia, effettuata ogni 10 anni a chi è sopra i 50, è possibile diagnosticare il 75 per cento dei casi. Buone prosettive anche per i linfomi, tumori che prendono origine dalle ghiandole linfatiche. In questo caso la radioterapia e la chemioterapia permettono, dopo un eventuale intervento chirurgico, di asportare i linfonodi coinvolti. Per quanto riguarda le leucemie infantili si sta assistendo a importanti progressi sul fronte del trapianto del midollo.

Nel giro di qualche anno, infine, potrebbe essere disponibile il vaccino per un male che da quando è stato scoperto ha mietuto numerose vittime in tutto il mondo, l'Aids. "Si tratta di un vaccino particolarmente difficile da realizzare - ha detto Rugarli - ma prima o poi sono convinto che ci arriveremo. Oggi intanto grazie ai nuovi farmaci antivirali i pazienti riescono a vivere senza troppi disagi. Anche se resta un punto fondamentale da risolvere. Questi progressi della medicina spesso sono molto costosi. La domanda che dovremo porci è: chi potrà avere accesso alle nuove terapie? Ci saranno risorse sufficienti affinché tutti si possano curare?".

Di grandi progressi ha parlato anche Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia, secondo il quale tra 10 anni "la scienza avrà esteso così ampiamente il suo potere di intervento, da spostare sempre più in là i confini fra salute e malattia, fra guaribile e non guaribile, addirittura fra vita e non vita. Tutto questo sarà possibile grazie alla decodifica del Dna che, come ha spiegato Veronesi, "ci ha permesso di risalire sempre più indietro nei processi di origine e sviluppo della vita stessa, trasformando la medicina da arte esclusivamente 'terapeutica', a arte 'predittiva'".

Nel tempo sono stati raggiunti grandi risultati: i vaccini, gli antibiotici, il progressivo controllo dell'ambiente, i trapianti d'organo, le cellule staminali. "Ora - ha affermato il direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia - la sfida è intervenire prima, più presto della malattia e abbiamo già uno strumento nelle nostre mani. È la diagnosi preimpianto. Questo metodo preziosissimo non viene tuttavia utilizzato perché pesano su di esso le accuse di eugenetica. Risulta evidente - ha aggiunto Veronesi - che lo sviluppo futuro della cura delle malattie dipenderà dunque non solo dalla capacità della medicina di progredire nelle scoperte in quelle aree dove i suoi poteri sono ancora limitati, ma anche dall'impegno della società su due fronti: la responsabilizzazione degli individui e della comunità circa i comportamenti individuali corretti ai fini della prevenzione delle malattie e un atteggiamento collettivo più favorevole nei confronti del progresso scientifico. Sul primo punto ci sono segnali positivi di presa di coscienza; mentre sul secondo, soprattutto nel nostro Paese, continuiamo ad essere in attesa di una rivoluzione culturale che renda consapevole la popolazione che senza progresso scientifico non c'è speranza e non c'è futuro".

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